Chi lavora nel settore dell’architettura e dell’ingegneria sa bene quanto gli strumenti digitali abbiano trasformato nel tempo il processo progettuale. Se il CAD ha rappresentato per decenni il riferimento principale per la produzione dei disegni tecnici, oggi molti studi stanno adottando un approccio completamente diverso basato sul BIM.
Il Building Information Modeling non è semplicemente un software o una nuova tecnologia, ma una metodologia che permette di gestire in modo integrato geometrie, dati e informazioni del progetto. Questo cambiamento sta influenzando profondamente il lavoro quotidiano di architetti e ingegneri, introducendo nuovi flussi di lavoro e nuove competenze professionali.
Dal disegno bidimensionale al modello informativo
Il CAD ha rivoluzionato la progettazione negli anni ’80 e ’90, permettendo di sostituire il disegno manuale con strumenti digitali più precisi e veloci. Tuttavia, nella maggior parte dei casi il CAD rimane legato alla logica del disegno bidimensionale, composto da linee, layer e geometrie.
Il BIM introduce invece un approccio completamente diverso: non si limita a rappresentare un edificio, ma crea un modello digitale contenente informazioni. In un modello BIM ogni elemento – muri, solai, porte, impianti – non è semplicemente una forma grafica, ma un oggetto che contiene dati tecnici e parametri.
Questo significa che il modello diventa una vera e propria base informativa condivisa, utile durante tutte le fasi del ciclo di vita dell’opera: progettazione, costruzione, gestione e manutenzione.
Una nuova logica di progettazione
L’adozione del BIM comporta un cambio di mentalità nel processo progettuale. Con il CAD, le varie tavole di progetto sono spesso indipendenti tra loro e richiedono aggiornamenti manuali. Con il BIM, invece, il modello è unico e coordinato: modificando un elemento, tutte le viste e i documenti collegati si aggiornano automaticamente.
Questo approccio consente di:
ridurre errori e incoerenze tra tavole;
migliorare il coordinamento tra discipline;
ottenere rapidamente computi e informazioni tecniche;
simulare prestazioni e scenari progettuali.
In altre parole, il progetto non è più soltanto un insieme di disegni, ma un sistema digitale integrato.
Collaborazione e lavoro multidisciplinare
Uno degli aspetti più innovativi del BIM è la possibilità di lavorare in modo collaborativo. Nei progetti complessi, architetti, ingegneri strutturisti e progettisti impiantisti devono coordinarsi costantemente.
Attraverso piattaforme di condivisione dei modelli e ambienti di dati comuni, il BIM consente ai diversi professionisti di lavorare sullo stesso progetto mantenendo traccia delle modifiche e delle informazioni.
Secondo l’Osservatorio del Politecnico di Milano, la digitalizzazione dei processi edilizi rappresenta una delle principali leve di innovazione per il settore delle costruzioni in Europa e in Italia.
Questo approccio collaborativo consente di individuare e risolvere eventuali interferenze tra elementi strutturali e impiantistici già nelle prime fasi del progetto, riducendo problemi e costi durante la fase di costruzione.
Nuove competenze per i professionisti
Il passaggio dal CAD al BIM comporta anche un’evoluzione delle competenze richieste ai professionisti del settore AEC (Architecture, Engineering and Construction).
Oltre alla capacità di modellare e gestire un progetto digitale, diventa sempre più importante conoscere:
i flussi di lavoro collaborativi;
la gestione delle informazioni del modello;
gli standard e le normative BIM;
i software dedicati alla modellazione informativa.
Per questo motivo molti progettisti stanno investendo nella formazione specifica. Come spiegato da BIMstart, azienda di corsi BIM specializzata nella formazione per professionisti del settore delle costruzioni, acquisire competenze sulla metodologia BIM è oggi uno dei passi più importanti per restare competitivi nel mercato della progettazione.
Un cambiamento guidato anche dalle normative
In diversi paesi europei il BIM è ormai diventato uno standard richiesto nei progetti pubblici. Anche in Italia la normativa sta spingendo verso una crescente digitalizzazione del settore.
Le linee guida e gli standard di gestione informativa, come quelli definiti dalle normative tecniche nazionali e internazionali, stanno contribuendo a diffondere l’utilizzo del BIM nei progetti complessi e nelle gare pubbliche.
Questa evoluzione normativa rappresenta un ulteriore incentivo per studi professionali e imprese ad aggiornare i propri processi e le proprie competenze.
Il futuro della progettazione digitale
Il passaggio dal CAD al BIM non è semplicemente una transizione tecnologica, ma un cambiamento strutturale nel modo di concepire la progettazione e la gestione delle opere.
Nei prossimi anni il BIM sarà sempre più integrato con altre tecnologie emergenti, come:
digital twin;
simulazioni energetiche avanzate;
analisi dei dati;
strumenti di automazione e intelligenza artificiale.
Per architetti e ingegneri questo significa adattarsi a un contesto professionale in continua evoluzione, in cui la capacità di gestire informazioni e processi digitali diventa centrale quanto la progettazione stessa.
Il BIM rappresenta quindi non solo un nuovo strumento, ma una nuova cultura della progettazione, destinata a trasformare profondamente il lavoro dei professionisti del settore delle costruzioni.
